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Chi ha scelto di abitare Facebook con il proprio brand non può esimersi dall’allocare una parte del proprio budget mensile in advertising:
qualunque sia il suo obiettivo primario di business infatti, organicamente (senza pagare) quasi sicuramente raggiungerà un minimo numero di persone tra fan e non fan e, se vorrà raggiungere in modo mirato utenti con determinate caratteristiche e con determinati obiettivi (dalla semplice acquisizione fan all’acquisto) , dovrà necessariamente investire con costanza.
Ecco 5 consigli per fare Facebook Advertising come un vero professionista!

Conosci e definisci la tua audience

Fare inserzioni su target troppo generici (es. donne tra i 30 e i 45 anni residenti in Italia) rischia di farti perdere un bel po’ di soldi e niente più.
Il successo di una campagna Facebook è dato dall’incontro giusto della persona giusta nel momento giusto con il messaggio giusto. Proprio per questo è molto importante avere ben chiare le caratteristiche delle persone che vogliamo raggiungere. Dove abitano? Dove viaggiano? In quale fascia di età rientrano? Sono maschi o femmine? Che interessi hanno? Che titolo di studio o posizione lavorativa? Le opzioni di targeting che Facebook offre sono tantissime e vanno dalla semplice definizione di caratteristiche demografiche fino ai comportamenti o agli eventi caratterizzanti della loro vita (es. compleanno in arrivo, appena traslocato, anniversario a breve…), ma tutti questi dati non serviranno a niente se non avremo ben chiari i tratti salienti della nostra target audience, attraverso quali interessi e attività esprimono i loro bisogni e desideri .
Per conoscere meglio la tua audience e trovare idee per interessi simili puoi aiutarti attraverso gli Insights delle tue Pagine, le caratteristiche sociodemografiche dei visitatori di determinate sezioni del tuo sito presenti in Google Analytics (es. sezione prodotti, thank you page..), gli Audience Insights o anche semplicemente la SERP di Google (se ad esempio l’interesse principale della tua audience è la crescita personale, guarda i siti che escono con questa query, gli autori, i libri, le scuole che citano e cercale tra gli interessi del pubblico che stai profilando).

Testa testa testa sempre

Non dare mai per scontato niente, soprattutto le tue credenze e convinzioni che non sono state appurate nei fatti: fai sempre test!
Funziona meglio questa o quell’immagine? L’audience profilata per posizione lavorativa o interessi? Le donne tra i 25 e i 34 anni o quelle tra i 35 e i 44? Non puoi saperlo finché non provi.
Personalmente alloco sempre almeno il 20% del budget di una campagna al testing, proprio perché voglio che il denaro a disposizione venga allocato nelle campagne più performanti possibili…e scommetto lo vuole anche il tuo cliente 🙂

Distingui tra indicatori di performance e metriche di controllo

Gli Insights sull’andamento delle campagne offrono tantissimi dati e non è facile destreggiarsi tra quelli rilevanti e quelli di poca importanza. Ogni campagna ha un suo specifico obiettivo e, personalmente, l’indicatore di performance “principe” che in genere utilizzo è il Costo di Acquisizione, accompagnato dal ROAS (ritorno sull’investimento pubblicitario), quando possibile calcolarlo direttamente.
Per Costo di Acquisizione “generico” intendo quanto mi è costato un fan in una campagna di acquisizione fan, quanto un click sul link in una campagna ad obiettivo click sul sito web, una lead in una campagna ad obiettivo lead generation e così via.
In questi casi (e nella maggior parte dei casi di campagne direct response) metriche come CPC e CPM sono secondarie; questi valori possono essere anche più altri in alcuni adset rispetto ad altri (es. un adset che ha come target un Pubblico Personalizzato vs una che ha come target un’audience più ampia e generica profilata per interessi), ma ci importa poco se quelli in cui sono più alti hanno il CPA più basso.

Ordine, ovunque

Dare nomi precisi alle campagne, agli adset e alle ad ti permette di riconoscerle e recuperarle al volo e quindi risparmiare un sacco di tempo. Ti consiglio di utilizzare una sintassi semplice, ma che renda possibile capire in un secondo qual è l’obiettivo della campagna, l’eventuale promo in corso e il target.
Io ad esempio in genere utilizzo una struttura per le campagne che mi faccia capire subito a che periodo corrispondono, se sono un test e che obiettivo hanno (es. Apr_lead_test), per gli adset qual è il target o l’oggetto di testing (es. Apr_lookalike1%_imageA) e così via.

Analizzare, ottimizzare e ripartire

Il Digital Advertising è basato sulla continua analisi dei risultati e l’ottimizzazione delle campagne in base agli stessi, per cui è di fondamentale importanza analizzare sempre i risultati delle proprie campagne , capire cosa ha funzionato e cosa no, isolare determinati elementi e testarli per verificarne l’importanza, ottimizzare le attività in base a dati concreti.
Contano i fatti più che le impressioni e le sensazioni; dopotutto, abbiamo a disposizione un sacco di dati, perché non trarne vantaggio per risparmiare e allocare al meglio i nostri soldi o quelli dei nostri clienti?